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Newsletter aprile 2020

"Il diritto ad un parto sicuro" -  un regalo solidale per la Festa della mamma

Per la Festa della Mamma vi proponiamo di fare una sorpresa alle vostre mamme: sottoscrivendo un buono regalo di 50 franchi potrete garantire un parto sicuro ad una mamma in attesa e al suo bambino, a Quilali, in Nicaragua. 

Per l'acquisto di un buono regalo per la Festa della mamma

  • potete scrivere direttamente a segretariato@amca.ch richiedendo il buono (pdf o cartaceo) e vi daremo le indicazioni per il versamento del vostro contributo
oppure
  • sottoscrivere l'azione a questo link e noi prenderemo contatto con voi per la spedizione del buono regalo.
Grazie di cuore per il vostro sostegno! 

"Seminare speranza in tempi difficili" è diventato il nostro motto in questo periodo. In occasione della prossima Festa della mamma, vorremo condividere con voi uno dei nostri progetti, che forse più di ogni altro ha bisogno di speranza per il futuro, la Casa Materna di Quilali. Un posto sicuro per le mamme in attesa del parto, che contribuisce con le sue attività alla diminuzione della mortalità materna.
Da quasi 20 anni AMCA sostiene la Casa Materna nel villaggio di Quilali, nell'estremo nord del Nicaragua. 590 donne, provenienti da zone remote di questo municipio e delle comunità circostanti, l'anno scorso hanno aspettato qui la nascita dei loro bimbi. Durante questo periodo hanno ricevuto assistenza professionale, si sono preparate e sono state trasferite in sicurezza all'ospedale locale per il parto. 


Vi raccontiamo qui di seguito nella nostra newsletter la storia della Casa Materna e le testimonianze di Lesdin, Hila e Yadira. 
Quilali, Nicaragua
Casa Materna 

Le donne delle zone rurali del Dipartimento di Nueva Segovia, che spesso vivono lontane dalle zone abitate, con diverse ore da percorrere su difficili sentieri, conoscono e apprezzano la Casa Materna di Quilali, anche se recarvisi prima del parto significa lasciare per alcune settimane la famiglia. Non è insolito incontrare nella Casa le figlie di madri che sono state ospiti anni fa e che l'avevano scelta per garantire un parto sicuro a se stesse e al loro bambino.
Nel frattempo molte cose sono accadute in questa comunità rurale discosta, di 339 km2 (un ottavo del Canton Ticino) con circa 33'000 abitanti. Il sindaco Marvin Rodriguez, in carica dal 2013, ci mostra la nuova strada di accesso asfaltata, che accorcia il tragitto verso la città da 6 a 2 ore e mezza, e ci informa che gran parte della popolazione ha ora l'elettricità e che la costruzione del nuovo ospedale locale inizierà quest'anno.
Doña Odilia, l'anima della casa materna di Quilali, racconta con orgoglio che dal 2008 nessuna mamma è morta a Quilali e che spesso le donne scelgono da sole di venire alla casa. Tuttavia, è preoccupata perché la struttura, con i suoi 15 posti letto, è cronicamente sovraffollata. Una casa per le neo-mamme aperta di recente nel vicino villaggio di Wiwilí dovrebbe forse migliorare la situazione.
Un'altra preoccupazione è il finanziamento della casa. Nonostante le numerose donazioni in natura come caffè, miele, frutta e verdura, nonché un contributo dal bilancio comunitario di circa 5000 franchi svizzeri all'anno, le future madri di Quilali dipendono ancora dalla solidarietà internazionale per garantire loro un'alimentazione equilibrata, l'arredamento, il bucato, la manutenzione dell'edificio e le importanti attività di formazione e informazione delle levatrici della Casa.
AMCA sostiene questo rifugio per le donne da quasi 20 anni e vorrebbe continuare a farlo con il vostro sostegno. Il buono per un regalo solidale della Festa della mamma corrisponde al costo del vitto, dell'assistenza e dell'alloggio in Casa Materna per una mamma, per una media di 2 settimane.
Su richiesta della Casa Materna e del governo locale di Quilali, AMCA si è impegnata con un sostegno di almeno 7000 franchi per il 2020, l'equivalente di un "parto sicuro" per 140 donne.
"Nada de pacha, solo pecho..." - Lesdin, Yadira, Hilda, tre mamme di Quilali

Lesdin Gisell Castillo Vanegas viene da Santa Rita, un paesino di montagna sopra Quilali e ha in braccio suo figlio, di cui ancora non ha scelto il nome. Ha 20 anni e sente la mancanza della figlia di tre anni. Oggi può tornare a casa dopo due settimane di soggiorno nella Casa Materna di Quilali ed è felice "anche se qui stavo molto bene. Ho dormito bene e il cibo è abbondante e buono". Si attiene alla tradizionale dieta della nascita a base di tortilla di mais, formaggio e caffè e ci assicura che il suo bambino berrà solo latte materno, come insegnato nei corsi educativi della Casa Materna. Dice anche che due figli sono sufficienti e che di questo ne ha già parlato con il suo compagno e padre dei suoi figli.
Yadira Lourdes Vásquez Gutierrez ha 28 anni e vive sulle montagne a ovest della città in una frazione chiamata "La Bujona" in una fattoria con i suoi genitori, suo marito e i loro tre figli, un bambino di nove anni e due bambine (cinque anni e 22 giorni). Ha potuto completare solo cinque anni di scuola e vede il suo futuro nella fattoria dei suoi genitori e sogna "i miei figli che crescono sani". Attende qui l'appuntamento in ospedale per il controllo. Lei e il suo compagno hanno deciso che tre figli sono sufficienti ed è grata alla Casa Materna  "perché qui si sono stata bene e tranquilla in attesa del parto".
Hilda Centeno tiene in braccio il suo piccolino di pochi giorni. Dopo 22 giorni in casa materna, la sedicenne ha nostalgia di casa (a 2 ore e mezza di autobus e poi un'altra mezz'ora a piedi), anche se "qui sto bene, il cibo è abbondante ed equilibrato e passare il tempo non è noioso perché ci dividiamo le faccende domestiche e tante attività". È felice di aver imparato a prendersi cura del suo bambino, non segue la dieta tradizionale e vuole prendersi una pausa e non avere più figli per 8 anni, ne ha già discusso con il suo compagno. È anche molto chiaro che "nada de pacha, solo pecho" (niente biberon, solo latte materno) per garantire la salute del suo bambino.

Queste tre storie raccontano di alcuni progressi essenziali che la Casa Materna di Quilali ha sostenuto nei suoi corsi educativi:
  • Sicuramente le giovani mamme ora decidono quanti figli vogliono. Mentre le loro madri di solito hanno vissuto da sei a dieci parti, in questa nuova generazione, anche se viene da una zona rurale, ce ne sono solo da due a quattro.
  • Tutte le madri sono convinte che il latte materno sia importante per la salute dei loro bimbi.
Il tempo trascorso in Casa Materna permette inoltre di identificare se vi sono casi di violenza contro le donne e di denunciarli alle autorità competenti, garantendo alle neo mamme un posto sicuro dove stare.
Da rilevare inoltre che a Quilali, anche secondo le statistiche ufficiali del Ministero della Salute, non ci sono state morti materne da più di 10 anni.
 
Un grande risultato che speriamo poter mantenere grazie al vostro sostegno! Grazie di cuore!
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