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Newsletter n. 1 del 18/07/2016
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La nuova newsletter della Community 

Con questo primo numero diamo inizio alla nuova edizione della Newsletter di Gender Community, il network di imprese per la valorizzazione del lavoro femminile, la promozione delle pari opportunità, della conciliazione, del welfare aziendale e della responsabilità sociale.
In ogni numero affronteremo un tema specifico attraverso la testimonianza di un’azienda che, sull'argomento, può vantare una buona pratica (ma ne approfitteremo per ricordare anche tutte le sue altre buone pratiche raccolte nel sito di Gender Community Network).
Non mancheranno le segnalazioni sulle novità normative, le opportunità di finanziamento e tutti gli altri contenuti che potrete trovare, come sempre, sul sito Gender Community.


Oggi parliamo di...

Discriminazioni e violenza di  genere

La prima newsletter parte con un tema, quello della violenza e delle discriminazioni di genere che, in questi anni, abbiamo poco trattato nell’ambito della nostra rete. Per meglio dire, abbiamo parlato molto di discriminazioni (che certamente sono una forma di violenza) e pari opportunità, ma non abbiamo mai trattato il fenomeno della violenza nelle sue manifestazioni più eclatanti e drammatiche perché solitamente confinate nella sfera domestica. Eppure le aziende e il mondo del lavoro possono avere un ruolo molto importante anche in questo ambito. Per tale ragione abbiamo scelto di partire da qui per sollecitare le aziende a segnalarci nuove esperienze, buone pratiche e per contribuire ad aprire una riflessione su un fenomeno ampiamente diffuso che si manifesta in differenti forme e assume molteplici sfaccettature. Come mostrano i dati dell’ultimo Rapporto ISTAT sul tema, pubblicato a giugno dello scorso anno, sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito una qualche forma di violenza (fisica o sessuale) , il 31% delle donne tra i 16 e i 70 anni.

Nel corso del 2014 (dati dei Centri Antiviolenza di D.i.Re.) le donne accolte dai Centri antiviolenza dell’associazione nazionale D.i.Re. sono state 16.678 donne, di cui 13.048 sono donne nuove accolte, cioè coloro che per la prima volta hanno preso contatto con un Centro antiviolenza.

Sebbene negli ultimi anni siano stati compiuti incoraggianti passi in avanti sul fronte legislativo contro la violenza di genere, con qualche segnale di miglioramento nei dati che rimangono però molto gravi (si rimanda, a tale proposito, all’intervento di Linda Laura Sabbadiniex Direttore del Dipartimento statistiche sociali e ambientali dell’ISTAT), molto ancora bisogna fare per prevenire e contrastare le discriminazioni e la violenza.

In questa direzione si è mossa la Regione Emilia Romagna che ha recentemente approvato il “Piano regionale contro la violenza di genere” per rafforzare le azioni di prevenzione e di protezione delle donne, anche attraverso l’istituzione di un osservatorio regionale e l’attivazione di azioni rivolte agli autori delle violenze e di educazione, in particolare, delle nuove generazioni alla parità e al rispetto delle differenze.

A livello normativo, invece, nei mesi scorsi l’INPS, con la Circolare n. 65 del 15 aprile 2016, ha fornito le indicazioni operative per l’effettiva fruizione del congedo per le donne vittime di violenza, previsto dal Job Act, che dà a coloro che partecipano a percorsi di protezione la possibilità di usufruire di 3 mesi di astensione dal lavoro retribuiti.

La cronaca ci mostra, purtroppo quasi quotidianamente, gli eventi più tragici che sfociano in femminicidi, ma quello delle discriminazioni e della violenza è un fenomeno molto più ampio e non sempre visibile. Occorre lavorare su più fronti per superare gli stereotipi e realizzare un vero cambiamento culturale. Anche in ambito aziendale crediamo si possa fare molto, a partire da azioni di sensibilizzazione e di informazione fino ad un impegno più attivo,  come vedremo dall’esperienza di CAMST, con l’attivazione di azioni di supporto all’occupazione delle donne che subiscono violenza. 
 

Per conoscersi meglio
L'esperienza di CAMST

A partire dal 2013, CAMST ha stipulato una Convenzione con i Centri Antiviolenza della rete dell’’Associazione D.i.Re.(Donne in rete contro la violenza) finalizzata alla promozione di inserimenti lavorativi in azienda di donne vittime di violenza. L’esperienza è nata da alcune iniziative promosse dalla sede CAMST di Ravenna con il locale Centro Antiviolenza ed è stata estesa a livello nazionale, nelle sedi in cui sono presenti Uffici del Personale (Torino, Como, Udine, Parma, Bologna, Ravenna, Firenze).

Si tratta della prima esperienza di questo genere in Italia, che vede un impegno concreto di una azienda nella fase forse più problematica dei percorsi di uscita dalla situazione di violenza che sono quelli di accompagnamento all’autonomia economica. CAMST, in questi anni, ha dato la possibilità a 32 donne (circa 10 all’anno), di essere impiegate presso le proprie strutture produttive (cucine, self-service, mense aziendali ecc.). 

Le donne, che vengono prima selezionate dal Centro Antiviolenza che ne verifica l’effettiva occupabilità, accedono alle normali procedure di selezione dell’azienda, anche al fine di garantire il più possibile la sicurezza e la riservatezza richieste dalle delicate situazioni personali. Il Centro Antiviolenza, in contatto con il Responsabile del personale, è impegnato nel monitoraggio del percorso di inserimento lavorativo in azienda. Gli incontri con le lavoratrici avvengono al di fuori dell'azienda per assicurarne la privacy.

Alle donne vengono proposti contratti di part-time verticale della durata di 3 mesi che possono rappresentare un primo passo verso la autonomia economica. Molte delle donne inserite sono state riconfermate e, in alcuni casi, sono stati proposti contratti part-time a tempo indeterminato.

L’azienda, normalmente, alla luce della specificità produttive che vede una forte presenza nella produzione di pasti per le mense scolastiche, impegna personale con contratti di part-time verticale (circa l’80% dei lavoratori), che tengono conto del calendario scolastico.

Nell’ambito di un progetto di informazione e sensibilizzazione sui diritti delle donne realizzato da COSPE e CAMST in collaborazione con l’associazione D.i.Re. (Donne in rete contro la violenza)  è stato realizzato anche il sito www.puntodonne.it, online da marzo 2013, che ha il duplice obiettivo di informare e di dare strumenti concreti alle donne in difficoltà che cercano sostegno e protezione per uscire dalla spirale di violenza quotidiana.

 

Altre iniziative CAMST

Borse di Studio
L’azienda Camst offre borse di studio, del valore di 1000 euro netti, assegnate alle migliori medie di libretto degli studenti figli dei dipendenti che frequentano un corso di laurea delle Università pubbliche o private riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono in corso con il piano di studio ed hanno una media di libretto pari o superiore al 26/30.
Bonus Universitario
Un altro intervento di Camst a sostegno dell’istruzione e della formazione è quello del bonus universitario, rivolto ai soci lavoratori e/o ai loro figli che frequentano un corso di Laurea  e sostengono un certo numero di esami (si intendono esami con voto in 30esimi, escluso tirocini, laboratori, esami con soli crediti).
Carta OK
Si tratta di una Card che l’azienda rilascia ai dipendenti e ai soci lavoratori, una carta fedeltà che consente di accedere a sconti del 20% per le consumazioni nei ristoranti e self-service su tutto il territorio nazionale. Lo sconto è esteso a tutti gli accompagnatori.
Piano di solidarietà
Un’ulteriore iniziativa a sostegno dei redditi è un contributo a fondo perduto ai dipendenti con i redditi più bassi e con figli in età scolare. Il contributo è differenziato in base al numero dei figli presenti nel nucleo familiare.

Ulteriori informazioni sulle iniziative su Gender Community  in area riservata - Sezione buone pratiche (Sostegni per l’istruzione e la formazione e Sostegno al reddito).


Si ringraziano il Dott. Minarelli (responsabile Ufficio Relazioni Sociali) e la Dott.ssa Ragazzini (Responsabile Selezione&Sviluppo e Responsabile Politiche di genere)

 


 

Piano Antiviolenza Regione Emilia Romagna 
L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato lo scorso maggio il primo piano contro la violenza di genere, in attuazione della L.R. n.6 del 2014, quale strumento principale per rafforzare la rete di prevenzione, protezione e sostegno alle donne vittime di violenza.
Il Piano è frutto di un lavoro di condivisione con gli Enti locali, la rete socio-sanitaria e le associazioni, i Centri antiviolenza, referenti regionali. Sono stati realizzati incontri in tutte le province della regione che hanno consentito di recepire ed inserire nel Piano le osservazioni provenienti dai territori e da chi opera quotidianamente per dare supporto alle donne vittime di violenza.
Il Piano, che ha valenza triennale, rappresenta un punto di partenza nel  prevenire e contrastare la violenza contro le donne e nell’attivare un sistema di protezione efficace. Basato sui principi delle convenzioni internazionali, interviene sulla prevenzione del fenomeno, sulla protezione delle vittime di violenza, sul consolidamento del sistema regionale di protezione delle donne e sul trattamento degli uomini autori di comportamenti violenti. Tra le novità previste dal Piano c’è l’istituzione di un Osservatorio Regionale sulla violenza di genere, strumento fondamentale per una più ampia conoscenza del fenomeno sul territorio regionale e per la conseguente predisposizione di azioni efficaci di contrasto e di prevenzione.
Sul lato della prevenzione, particolare attenzione è stata posta alle azioni di educazione alla parità e al rispetto delle differenze, a partire dalla prima infanzia, da realizzare nelle scuole e nei servizi educativi di ogni ordine e grado, rivolte alle giovani generazioni, a genitori e insegnanti, e in tutti i contesti educativi, anche extrascolastici, incluse le società sportive.
Tra le azioni di prevenzione nel mercato del lavoro il Piano prevede interventi di contrasto alla fragilità sociale attraverso attività di formazione e orientamento professionale e di sostegno all'inserimento/reinserimento lavorativo ed interventi di contrasto al mobbing e alle molestie sui luoghi di lavoro
L’attuazione del Piano sarà sostenuta da un primo bando volto a finanziare azioni di  prevenzione, formazione, educazione e sensibilizzazione; con particolare attenzione ai progetti territoriali che favoriscono l'integrazione tra pubblico e privato.

Si ringraziano la Dott.ssa Virginia Peschiera e la Dott.ssa Cristina Karadole del Servizio Coordinamento politiche sociali e socio educative. Programmazione e sviluppo del sistema dei servizi della Regione Emilia Romagna.

Aggiornamenti dal sito



Normativa

Normativa > Contrasto alle discriminazioni e alla violenza

Circolare INPS congedo donne vittime di Violenza. 

La circolare fornisce istruzioni in ordine al congedo di 3 mesi riconosciuto alle lavoratrici dipendenti che siano state vittime di violenza di genere e che siano state inserite in percorsi certificati presso servizi sociali, centri antiviolenza o case rifugio di cui all'articolo 5-bis, del decreto-legge  14  agosto  2013,  n.  93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013,  n.  119 .

Piano Regionale Antiviolenza – Regione Emilia Romagna 

“Piano regionale contro la violenza di genere” di durata triennale in ottemperanza all'art. 17 della L.R. 6/2014


Approfondimenti 

Articoli

> Occupazione femminile e condizioni di lavoro 

L’innovazione è donna (di Mara Cinquepalmi  in Vita.it, 4 luglio 2016)
 

> Welfare aziendale e conciliazione

  • Asili nido e diseguaglianze sociali in Italia (di Ylenia Brilli, Nevena Kulic, Moris Triventi in InGenere, 12 luglio 2016)
  • Dirigenti e dipendenti a caccia di welfare aziendale (di A.B. in La Repubblica, 4 luglio 2016)
  • Pirelli lancia il welfare «green» (di Francesco Prisco, IlSole24Ore, 1 luglio 2016)
  • Nuovi Benefit. Il Cambio di sesso lo paga l'azienda (di Giulia Costetti, Il Venerdì di Repubblica, 1 luglio 2016)

> Maternità

  • Libere di essere madri.  Cosa fanno le aziende per aiutarci  e cosa potrebbero fare (di Caterina Ruggi d’Aragona, La27ora, 14 luglio 2016)
  • Reddito di maternità: una card da 150 euro al mese per le neo mamme (Redattore Sociale,  30 giugno  2016)
 

14 luglio 2016 - WeGO! (Women Economic-independence & Growth Opportunity

20 giugno - Premio Marisa Bellisario “Donne ad Alta Quota”, ad Hera la Mela d’Oro nella categoria “Azienda women friendly”

31 maggio - Gender Community al Laboratorio di Welfare Aziendale - Città Metropolitana di Bologna


 
Pubblicazioni e ricerche

Pubblicazioni italiane ed europee

  • White Ribbon Campaign (EIGE, aprile 2016). La violenza contro le donne è una realtà quotidiana per molte donne in tutta l'Unione europea e in tutto il mondo...
  • Strategic framework on violence against women 2015-2018 (EIGE, Agosto 2015 - Updated on 10 June 2016) Questo documento delinea l'approccio che EIGE intende adottare nel corso dei prossimi quattro anni...
  • An analysis of the Victims’ Rights Directive from a gender perspective (EIGE, Aprile 2016). Il rapporto analizza direttiva 2012/29/EU del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, che stabilisce norme minime riguardanti i diritti, l'assistenza e la protezione delle vittime di reato...
  • Introduzione Welfare Aziendale. Il Working Papers Introduzione Welfare Aziendale di Tiziano Treu è pubblicato nell'ambito del The Working Papers Collection of the Centre for the Study of  European Labour Law "MASSIMO D'ANTONA", forum di discussione per la comunità scientifica internazionale.

Le pubblicazioni sono scaribili nell'area riservata > Pubblicazioni europee ed italiane
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