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Fabrizio Enea
Consulente Finanziario

COMMENTO MERCATI
25 MAGGIO 2016
Ci siamo lasciati a metà Febbraio con i mercati azionari in piena crisi dopo il peggiore inizio anno di sempre e i prezzi delle materie prime e delle valute dei paesi emergenti crollati a livelli mai visti da più di un decennio.
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Come spesso accade quando la paura prende il sopravvento e il piccolo risparmiatore vende in perdita terrorizzato dai repentini cali e dal bombardamento di notizie negative dei media, ecco che improvvisamente tornano i compratori, i prezzi invertono e spariscono le prime pagine dedicate ai mercati finanziari.

Non ci siamo fatti trovare impreparati e dove possibile, in base ai nostri obbiettivi e al profilo di rischio, abbiamo preso posizione o incrementato quelle in accumulo, certi che si trattasse di una di quelle rare occasioni dove il rapporto rischio opportunità propendesse nettamente a favore delle opportunità.

Cosi dopo soli 3 mesi, ci ritroviamo con il prezzo del petrolio quasi raddoppiato, i mercati finanziari in netta ripresa con gli indici azionari USA di nuovo a ridosso dei massimi di sempre, e le previsioni su paesi emergenti e materie prime stravolte con molti analisti e case di gestione a consigliarne l'acquisto.

In 20 anni di attività sui mercati finanziari, di queste situazioni ne ho viste molte; un cambiamento così repentino può sembrare inspiegabile, casuale o pilotato ma, attraverso l'osservazione dei grafici storici dei prezzi e, grazie all'analisi tecnica, è possibile avere una visione “dall'alto” dei mercati che risulti più chiara e fare delle ipotesi probabilistiche che permettano di individuare le aree di prezzo dove diminuire il rischio e quelle dove, come avvenuto a Febbraio, prendere posizione.

Fondamentale è: a) seguire una strategia con regole ben precise volta a non farsi trovare impreparati, b) essere esposti alla volatilità in modo coerente con il proprio profilo di rischio per limitare l'inevitabile impatto emotivo che influenzerebbe negativamente le nostre decisioni.
Vendere nelle fasi di panico, nel lungo periodo non paga.

Cosa aspettarsi per i prossimi mesi?

A Wall Street, siamo tornati a fare i conti con le resistenze di lungo periodo, torna quindi la PRUDENZA a breve. L'ipotesi migliore è che i prezzi possano aver trovato finalmente un equilibrio e che gli investitori decidano di rompere definitivamente i massimi sui mercati azionari USA, con conseguente continuazione del recupero in atto da Febbraio su Europa ed emergenti, questi ultimi supportati anche dalla ripresa delle materie prime. Lo scenario macroeconomico con la ripresa consolidata in USA e una graduale, seppur ancora timida ripresa in Europa sostiene questo scenario, ma come dicevo i prezzi sono di nuovo a ridosso delle resistenze che per tutto il 2015 li hanno respinti e quindi la prudenza sul breve periodo è d'obbligo.
L'S&P500 (USA) ha rimbalzato sui supporti di medio termine e si è riportato a ridosso dei massimi. Possibile rottura delle resistenze al rialzo?
NASDAQ COMPOSITE (USA) nel 2014 l'approssimarsi e poi nel 2015 il raggiungimento dei massimi del 2000 avevano suggerito prudenza, oggi in recupero dalla correzione di inizio anno ci riavviciniamo a quei livelli. Investitori pronti ad esplorare nuovi prezzi?
EURO STOXX 50 (EUROPA), dopo la forte correzione di inizio anno, l'indice è rimbalzato alla perfezione sulla trendline di lungo periodo.
L'indice azionario dei PAESI EMERGENTI ha rimbalzato sul supporto di lungo termine ed è in netto recupero dai minimi.
Per quanto riguarda l'obbligazionario la situazione non è cambiata, il rendimento non è di casa in area euro, i paesi “core” tradizionalmente considerati sicuri, offrono nella migliore delle ipotesi rendimenti pari a ZERO. I paesi periferici come l'Italia hanno rendimenti miseri per i quali non vale la pena esporsi alla maggiore volatilità. Questa situazione è destinata a perdurare per i prossimi anni, e quindi è da considerare la nuova normalità.

Sul fronte corporate, a Giugno è prevista la prima manovra all'interno del Quantitative easing (Qe) che comprenderà anche l’acquisto di obbligazioni societarie area euro. L'effetto si è già fatto sentire sul mercato dei corporate bond spingendo improvvisamente le performance dei fondi obbligazionari che li avevano in portafoglio. A questo punto, i benefici attesi potrebbero essere in larga misura scontati.  
I paesi emergenti sono più forti che in passato, ma è sempre più importante essere selettivi; qui troviamo tassi anche a 2 cifre e la possibilità di sfruttare una potenziale ripresa delle valute locali a Febbraio ai minimi anche da 15 anni ed ora in netto rialzo (sostenute dalla ripresa delle materie prime) ma ancora con molto spazio di recupero.
Le valute dei PAESI EMERGENTI ai minimi anche da 15 anni, in recupero dai minimi di Febbraio, possibile inversione di trend con ancora molto spazio di recupero?
Per quanto riguarda le materie prime, il trend negativo sembra essere definitivamente invertito, il petrolio è quasi raddoppiato dai minimi di Febbraio, l'oro ha continuato a correre e a beneficiarne sono stati soprattutto i titoli legati all'estrazione dei metalli preziosi con rendimenti stellari anche a 3 cifre. L'accumulazione su questo settore iniziata in piena crisi sta pagando, ogni storno sull'intero settore ora è da valutare come un'occasione per entrare.
L'indice CRB delle MATERIE PRIME in netto rialzo dai minimi di Febbraio, ora rientrati sopra il minimo del 2009, possibile inversione di trend?
Petrolio a $50 quasi raddoppiato dai minimi (a Febbraio veniva dato anche a $15), il prezzo dovrebbe assestarsi a questi valori.
L'oro ha proseguito il rialzo iniziato con la crisi dei mercati della prima parte del 2016, ora a ridosso dei $1300. 
Fortissimo rialzo dei titoli azionari legati all'estrazione dei metalli preziosi in seguito al rialzo dell'oro. 
Occhi puntati sul cambio euro dollaro. In USA, con il rialzo del costo del denaro di dicembre dallo 0,25% allo 0,50%, la Fed ho posto fine alla politica di azzeramento dei tassi di interesse inaugurata nel 2006, e dopo i dati positivi usciti nei giorni scorsi sulla ripresa americana, è più concreta la possibilità che a Giugno, la banca centrale possa attuare ancora un mini rialzo. La strada verso la normalità è ancora lunga ed il rialzo dei tassi USA continuerà ad essere graduale, questo dovrebbe favorire il dollaro, ogni rimbalzo dell'euro sopra area 1,15 è da valutarsi come occasione d'ingresso.
Dopo una ripresa dell'euro a seguito delle tensioni sui mercati di inizio anno, il dollaro è tornato ad apprezzarsi in seguito ai buoni dati sull'economia americana e un possibile ulteriore mini-rialzo dei tassi in USA già a Giugno. 
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