Elementary, la newsletter semplice di Alessandra Zengo
Guarda questa e-mail nel tuo browser
A study in blue newsletter
“Una delle cose che ho imparato è che dovevo piegarmi, altrimenti mi sarei spezzato. E ho anche imparato che è possibile piegarsi e spezzarsi allo stesso tempo.”
Fuochi, in Saggi sullo scrivere, Raymond Carver

Quant’è difficile – a volte, spesso – volersi bene? Essere piacevolmente egoisti, e senza sentirsi in colpa dopo. Missione quasi impossibile, vero? Però possiamo, e dobbiamo, provarci. Per esempio la sottoscritta, quando finisce un lavoro difficile o un progetto impegnativo, si concede un regalo. Un auto-regalo, che lo sembra di meno solo perché posso decidere che sia una delle mie personalità a essere generosa con un’altra delle sue coinquiline mentali.

Così vado a fare shopping, mi tingo i capelli di qualche colore che brilla al buio, faccio ordini online equamente divisi tra Amazon e Ali Express, affinché la mia libreria e i miei cassetti dedicati alla cartoleria non conoscano miseria e privazioni.

A ogni nuovo planner Kikki.K (adesso sto corteggiando la Filofax The Original Duck Egg Blue A5 con l’ansia di un cacciatore di dote che avvista un’ereditiera), nonostante il mio agnosticismo convinto, apro una chat Facebook e mi confesso con Federica: “Ho comprato una nuova agenda”. E, come da copione, segue dettagliatissimo interrogatorio sul motivo e costo dell’acquisto, e la conseguente reprimenda perché possiedo già abbastanza planner da bastarmi per almeno un quarto di secolo.

Federica mi chiede sempre perché lo faccio e la spiegazione è semplice: dopo un bel po’ di tempo, ho capito che è giusto – anzi doveroso – gratificarsi quando sappiamo di meritarcelo o quando non siamo molto felici e abbiamo bisogno di un’iniziezione urgente di serotonina. A maggior ragione se sei un libero professionista che lavora a qualsiasi ora del giorno e della notte, che dorme poco, che pranza con il Mac davanti al naso e non riesce a prenotare una vacanza decente.

Non dobbiamo sempre aspettarcelo dagli altri. Talvolta solo noi sappiamo quando ne abbiamo bisogno. Quindi, come la Regina di Attraverso lo specchio, proviamo a credere nell’impossibile, cioè che esistano più natali e compleanni per ricevere regali, anche se dobbiamo pagarceli di tasca nostra. È un po’ come andare la prima volta a mangiare sushi a pranzo da soli: all’inizio ci sentiamo un po’ a disagio, circondati da persone così socievoli che condividono il proprio pesce crudo con altri, ma poi ci abituiamo, ci portiamo un libro, o leggiamo le ultime notizie dallo smartphone, o pensiamo al lavoro, all’Università, al fidanzato che, questa volta le prende sul serio, si è dimenticato dell’anniversario quella sera.

Giustifico così l’ultimo ordine di materiale per l’ufficio e l’acquisto di un poster della Principessa Mononoke di Miyazaki, dopo essere sopravvissuta a un’estate sospesa e dimenticabile, scandita dalle tre “d”: “depressione” (ciclica), deadline (cicliche e pressanti anche loro) e decisioni. Ma per fortuna, ora che l’autunno è arrivato, le mattine sono diventate fredde, ho tolto dall’armadio la copertina beige della nonna e spento il climatizzatore, l’unico compagno nelle lunghe giornate estive di lavoro.

Quindi, quali sono i miei propositi e programmi per questa nuova stagione?* Riuscire non solo a farmi regali materiali (che però come la pizza sono sempre graditi), ma a prendermi una pausa, del tempo per me stessa, sette giorni senza lavoro, scadenze, post da scrivere, stati da pubblicare, autori da seguire, strategie da pensare, collaboratori da inseguire, consulenze da pianificare, editing da finire.

Ci riuscirò? Si accettano scommesse.
Alessandra 


* È Colette a parlarci dell’autunno non come declino, ma un nuovo inizio.

Cos’è successo mentre non c’eri

Mentre sguazzavi al mare o poltrivi in montagna, Jira scriveva e pubblicava nuovi articoli. Soprattutto su Medium, da cui, grazie anche a Twitter, ho ricevuto un buon riscontro e altri lettori.

La strada non presa del digitale in Italia
→ Come diventare (o non diventare) scrittori
→ La gratuità come strategia di marketing 

Inoltre, ho ripoposto e rinfrescato alcuni pezzi, sempre a tema editoriale, che avevo preparato per la newsletter di Diario di Pensieri Persi.

→ Sugli uffici stampa editoriali
Breve storia dei blog letterari italiani
Wattpad is my dilemma


Buona lettura!

Una biografia poco interessante nonché fasulla

Alessandra Zengo è un’editor e una consulente editoriale che si finge Sherlock. Lavora come freelance per privati e case editrici, e si diverte a correggere manoscritti di ogni tipo. Dal 2009 si tiene impegnata con diversi progetti indipendenti, come il blog letterario Diario di Pensieri Persi e la rivista culturale Speechless, che ha raggiunto più di 20 milioni di lettori. Le piace fare la stramba, e se ne vanta. 
Please don’t feel obliged to tell me that this newsletter was remarkable or amazing. Ma, se ti è piaciuta, condividila con i tuoi amici!
Forward
+1
Share
Tweet
Pin
Share
Copyright © 2016, Tutti i diritti riservati
Elementary di Alessandra Zengo

hello@alessandrazengo.com
www.alessandrazengo.com



Vuoi cambiare il modo in cui ricevi questa newsletter?
Puoi aggiornare le tue preferenze o disiscriverti

Email Marketing Powered by Mailchimp